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L'Egitto è pericoloso? La guida alla sicurezza 2026

Sicurezza

L'Egitto è pericoloso? La guida alla sicurezza 2026

Zone sconsigliate, rischi reali di ogni giorno, viaggiatrici sole, truffe, salute: i nostri egittologi fanno il punto sulla sicurezza in Egitto, sulla base della scheda della Farnesina aggiornata a luglio 2026.

Di Ahmed El Eayeb, Guida di lingua inglese e russaPubblicato il

In breve

L'Egitto è oggi una delle destinazioni più frequentate del Mediterraneo, con 19 milioni di visitatori nel 2025, un record storico. La Farnesina non pone restrizioni al Cairo, ad Alessandria, alla costa del Mar Rosso, alle aree turistiche dell'Alto Egitto e alla costa mediterranea, dove passano tutti i nostri itinerari. Sconsiglia invece i viaggi non indispensabili altrove, e il Sinai con la sola eccezione dei villaggi turistici di Sharm el-Sheikh e delle escursioni a Santa Caterina. Una volta sul posto, il rischio più alto non è né il terrorismo né la criminalità: è la strada.

  • Nessuna restrizione della Farnesina sul Cairo, Alessandria, Alto Egitto turistico e coste
  • Sinai: consentiti i villaggi turistici di Sharm el-Sheikh e le escursioni a Santa Caterina
  • Sconsigliati: Sinai del Nord, confini con Libia e Sudan, deserto sud occidentale
  • Mine inesplose della Seconda Guerra Mondiale: non lasciare le strade principali
  • Strada: evitare assolutamente auto e pullman di notte, molti guidano a fari spenti
  • Bassi tassi di micro criminalità nelle zone turistiche, grazie alla forte presenza di sicurezza
  • Salute: solo acqua in bottiglia senza ghiaccio, assicurazione con rimpatrio sanitario
  • Numeri utili sul posto: polizia 122, ambulanza 123, polizia turistica 126

L'Egitto è pericoloso nel 2026?

No, non nelle zone in cui si svolgono i viaggi. La scheda della Farnesina non sconsiglia il Cairo, Alessandria, la costa del Mar Rosso, le aree turistiche dell'Alto Egitto né la costa mediterranea, cioè esattamente dove passano gli itinerari di viaggio. Sconsiglia i viaggi non indispensabili nelle altre località, e in modo specifico il Sinai, con l'eccezione dei villaggi turistici di Sharm el-Sheikh e delle escursioni al Monastero di Santa Caterina. È una distinzione precisa, e va letta bene prima di ogni altra cosa.

L'indicatore più chiaro resta forse il numero di visitatori. Il Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità ha annunciato 19 milioni di visitatori nel 2025, il 21 per cento in più rispetto al 2024, e 18,6 milioni di ingressi nei siti culturali. Il paese punta a 30 milioni di visitatori entro il 2028 e prevede un ulteriore aumento dal 5 al 7 per cento nel 2026. Viaggiatori italiani, famiglie comprese e spesso con bambini piccoli, risalgono il Nilo ogni settimana senza incidenti.

Bisogna quindi escludere il rischio di attentati? No, e non lo faremo. La Farnesina ricorda che il paese è stato oggetto in passato di diversi attentati, soprattutto contro luoghi di culto, obiettivi istituzionali e forze di sicurezza, e che permane un certo rischio legato ad attività terroristiche, in particolare nell'area del Sinai del Nord. Aggiunge però una frase che pesa: non si registrano attentati dal 2017. Siti e hotel sono filtrati all'ingresso, con metal detector e controllo delle borse, cosa che sorprende spesso alla prima visita. Un attacco isolato non può mai essere totalmente escluso, in Egitto come altrove.

C'è poi una parte della scheda italiana che riguarda meno la sicurezza fisica e più la prudenza: la Farnesina raccomanda di non partecipare né avvicinarsi a manifestazioni di piazza, di astenersi da dichiarazioni di carattere politico anche sui social media, e di non fotografare militari, forze di polizia o installazioni di sicurezza, dove il divieto è tassativo. La legislazione locale è molto rigida su questi punti e le pene sono severe. Non è un dettaglio da nascondere, è un'informazione utile che non compare in nessuna brochure. Prima di partire, registrate il viaggio su dovesiamonelmondo.it oppure scaricate l'app ViaggiareSicuri attivando la geolocalizzazione.

L'Egitto è pericoloso? La guida alla sicurezza 2026

Quali zone bisogna evitare in Egitto?

La Farnesina non ragiona per zone rosse e arancioni ma con una raccomandazione generale: evitare i viaggi non indispensabili in località diverse dal Cairo, da Alessandria, dalla costa del Mar Rosso, dalle aree turistiche dell'Alto Egitto e da quelle del Mar Mediterraneo. Sul Sinai è netta: viaggi sconsigliati, con l'eccezione dei villaggi turistici di Sharm el-Sheikh e delle escursioni al Monastero di Santa Caterina, nel rigoroso rispetto delle disposizioni delle autorità locali. Sconsiglia inoltre i viaggi nel deserto sud occidentale, nella regione tra il Gebel Al Uweynat e il Gilf El Kebir, ai confini con Libia e Sudan, e segnala che la frontiera sudanese non è attraversabile con mezzi propri.

Il Sinai merita una precisazione, perché il nome crea confusione. Il Sinai del Nord è zona militare ad amministrazione speciale e il suo ingresso richiede autorizzazioni specifiche: va escluso del tutto. La costa sud è un'altra cosa, ma attenzione, la scheda italiana è più restrittiva di quelle britannica e francese: nomina soltanto i villaggi turistici di Sharm el-Sheikh e le escursioni a Santa Caterina, e non estende l'eccezione a Dahab, Taba o Nuweiba. Se il vostro programma prevede una di quelle località, leggete la scheda aggiornata prima di prenotare.

A ovest e lungo le coste la logica cambia: il problema non è la minaccia umana, è il terreno. La Farnesina segnala il pericolo di mine inesplose risalenti alla Seconda Guerra Mondiale nel retroterra della costa del Mar Rosso e nella zona compresa tra Alessandria e Marsa Matruh, e la raccomandazione è chiara: non abbandonare le strade principali e gli itinerari normalmente seguiti dai turisti. Aggiunge di diffidare delle escursioni organizzate da operatori non autorizzati e dei taxi abusivi. Un viaggio nel deserto si fa quindi con un operatore autorizzato, su un itinerario dichiarato, mai improvvisando fuori pista.

  • Sconsigliati i viaggi non indispensabili fuori da Cairo, Alessandria, Mar Rosso, Alto Egitto
  • Sinai: solo villaggi turistici di Sharm el-Sheikh ed escursioni a Santa Caterina
  • Deserto sud occidentale tra Gebel Al Uweynat e Gilf El Kebir: sconsigliato
  • Confine con il Sudan: non attraversabile con mezzi propri, guerra civile in corso
  • Mine inesplose: retroterra della costa del Mar Rosso, zona Alessandria e Marsa Matruh
  • Nessuna restrizione: Cairo, Alessandria, Luxor, Assuan, valle del Nilo, coste
  • Consentite con prudenza: escursioni nel deserto con operatori autorizzati
  • Da evitare sempre: operatori non autorizzati e taxi abusivi

Qual è il vero rischio una volta sul posto?

La strada, senza esitazione. La Farnesina è dettagliata su questo: manto stradale dissestato, cumuli di detriti non sempre visibili, scarso rispetto delle norme di circolazione, sia in città sia fuori. E aggiunge la frase che conta di più, ovvero di evitare assolutamente di viaggiare in auto o in pullman di notte, perché molti conducenti locali guidano a fari spenti e l'illuminazione stradale è scarsissima. È qui che si gioca la sicurezza reale di un viaggio in Egitto.

Tre regole riducono questo rischio quasi a zero, e sono le stesse che raccomanda la scheda italiana. Non guidate voi stessi, tutto si fa con un autista per un sovrapprezzo minimo, e verificate con il tour operator le credenziali dell'autista e dei mezzi. Non viaggiate su strada di notte, né in auto né in pullman. E per i tragitti lunghi chiedete che ci siano due conducenti che possano alternarsi alla guida, come suggerisce la Farnesina.

La criminalità violenta, invece, resta rara. La Farnesina registra bassi tassi di micro criminalità nelle zone turistiche, e lo spiega con il capillare controllo delle autorità e la diffusa presenza di forze dell'ordine, che all'inizio colpisce. Ciò che si rischia davvero è il borseggio in mezzo alla folla, a Khan el-Khalili o in un mercato, e una pressione commerciale insistente nei pressi dei siti. Una borsa chiusa portata davanti, il passaporto nella cassaforte dell'hotel e una copia sul telefono risolvono quasi tutto.

Una donna può viaggiare in Egitto in sicurezza?

Sì, e migliaia di viaggiatrici lo fanno ogni anno, anche da sole, con un livello di attenzione superiore a quello di un viaggio in Europa. La scheda della Farnesina non dedica una sezione specifica alle viaggiatrici, ma le fonti britannica e statunitense sono esplicite e vale la pena riportarle: il Foreign Office segnala aggressioni sessuali, in particolare in località del Mar Rosso e a volte con il coinvolgimento di personale alberghiero, mentre il Dipartimento di Stato definisce le molestie verso le donne un problema, dai commenti volgari al contatto fisico non voluto. Il disagio più frequente resta comunque la molestia verbale di strada.

Preferiamo dirlo chiaramente piuttosto che vendere un Egitto addolcito. Nei fatti le precauzioni che funzionano sono semplici, note, e bastano nella grandissima maggioranza dei casi.

  • Evitare gli spostamenti da sola di notte, soprattutto a piedi
  • In taxi, preferire il posto dietro e un veicolo prenotato dall'hotel
  • Non lasciare entrare un membro del personale alberghiero da solo in camera
  • Non comunicare il numero della camera né il programma a uno sconosciuto
  • Spalle e ginocchia coperte in città e nei luoghi di culto, abbigliamento libero in piscina
  • Rispondere con un no fermo e continuare a camminare, senza avviare una conversazione
  • Dire che un marito o un gruppo vi sta aspettando scoraggia la maggior parte degli insistenti
  • Privilegiare guide, autisti e hotel prenotati in anticipo

Quali truffe bisogna conoscere?

Nessuna è pericolosa, tutte sono fastidiose, e si ripetono ovunque con lo stesso meccanismo: un servizio reso senza che l'abbiate chiesto, poi un prezzo richiesto a posteriori. Una volta individuato il principio, le vedete arrivare a dieci metri e diventano quasi un gioco.

Bastano tre abitudini. Fissate il prezzo prima, in cifre e a voce alta, anche per una corsa di cinque minuti. Tenete banconote di piccolo taglio per le mance, che fanno parte della cultura locale e non sono una truffa: un facchino, un custode di un sito o un autista se le aspettano, ed è legittimo. E imparate a rifiutare una volta, con calma, senza giustificarvi. Un no gentile e sorridente è perfettamente compreso, qui come altrove.

  • Un prezzo per salire sul cammello, poi un altro prezzo per scendere
  • Una guida improvvisata che vi accompagna tre minuti e poi pretende una mancia
  • Un custode che propone di aprire una sala chiusa o di fotografarvi in cambio di bakshish
  • Una carrozza o un taxi senza prezzo concordato alla partenza, rinegoziato all'arrivo
  • Un negozio di papiri o profumi dove vi portano senza che l'abbiate chiesto
  • Il cambio in strada, da evitare a favore di una banca o di un bancomat
  • Un falso sito ufficiale per un visto, un biglietto del treno o un ingresso a un sito
  • L'affermazione che il vostro hotel è pieno o chiuso, per proporvene un altro

Quali precauzioni sanitarie bisogna prendere?

Acqua e sole rovinano più giornate di tutto il resto insieme. La Farnesina segnala un rischio elevato di infezioni intestinali e la regola è semplice: bere solo acqua minerale e bibite in bottiglia, senza aggiungere il ghiaccio, lavare accuratamente frutta e verdura e fare attenzione alle condizioni igieniche dei luoghi dove si mangia. Niente latte non pastorizzato né molluschi crudi. È la classica diarrea del viaggiatore, banale e del tutto evitabile.

Nessun vaccino è obbligatorio per entrare in Egitto dall'Italia, salvo la febbre gialla se si arriva da un paese endemico. La Farnesina consiglia, previo parere medico, la vaccinazione contro epatite A e B, tetano e febbre tifoide, e ricorda che i casi di epatite A, B e C sono frequenti in tutto il paese. Segnala inoltre casi di dengue in Alto Egitto, quindi repellente e abbigliamento coprente la sera. Chiedete il parere del vostro medico o di un centro di medicina dei viaggi circa sei settimane prima della partenza.

Due punti vengono spesso dimenticati. Prima il caldo: da maggio a settembre i siti dell'Alto Egitto si visitano presto la mattina, con cappello e acqua a portata di mano e una pausa all'ombra a metà giornata. Non è un consiglio di comodità. Poi l'assicurazione, e la Farnesina è esplicita: stipulare prima della partenza una polizza sanitaria con massimali congrui, che copra le spese mediche e il rimpatrio aereo sanitario, perché le strutture private hanno costi altissimi. Per le immersioni nel Mar Rosso, alcune località turistiche dispongono di camere iperbariche adeguate ma non sempre raggiungibili in tempi brevi: verificate prima dove si trova la più vicina.

Dove verificare l'avviso ufficiale del vostro paese?

Sulla fonte del vostro governo, e in nessun altro posto, tanto meno su una pagina come questa. Non ricopiamo i livelli di allerta, perché cambiano e una pagina ferma diventa falsa. Vi diamo gli indirizzi, che sono aggiornati per definizione. Prendetevi cinque minuti per aprirli prima di prenotare, e poi di nuovo qualche giorno prima della partenza.

Informazioni verificate il 30 luglio 2026 sulla scheda Egitto di Viaggiare Sicuri, aggiornata al 21 luglio 2026 dall'Unità di Crisi della Farnesina, sul Foreign Office britannico e sui dati pubblicati dal Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità. La scheda italiana è più restrittiva di quella francese e britannica su alcuni punti, in particolare sul Sinai: fa fede quella del vostro paese. Questa pagina viene rivista a ogni cambiamento significativo.

  • Italia: viaggiaresicuri.it, scheda Egitto, e registrazione su dovesiamonelmondo.it
  • Svizzera: eda.admin.ch
  • Francia: diplomatie.gouv.fr, Conseils aux voyageurs
  • Spagna: exteriores.gob.es
  • Regno Unito: gov.uk, foreign travel advice Egypt
  • Stati Uniti: travel.state.gov
  • Belgio: diplomatie.belgium.be
  • Canada: voyage.gc.ca

Viaggiare accompagnati cambia qualcosa?

Sì, e in parte lo dice la scheda italiana stessa, che sconsiglia le escursioni organizzate da operatori non autorizzati e i taxi abusivi, e raccomanda di verificare con il tour operator le credenziali dell'autista e dei mezzi. Al di là di questo, essere accompagnati non protegge da un evento eccezionale: elimina le decine di piccole decisioni da prendere ogni giorno in un ambiente che non conoscete. Quale taxi, quale prezzo, quale strada dopo il tramonto, quale ristorante, quale bottiglia d'acqua, quale guida accettare all'ingresso di un sito.

In concreto, i nostri viaggiatori si spostano con i nostri autisti e i nostri veicoli, su itinerari dichiarati, mai di notte sulle strade secondarie. Un egittologo della squadra è presente sui siti, cosa che risolve in un colpo la questione delle finte guide e dei bakshish improvvisati. E restiamo raggiungibili 24 ore su 24 durante il soggiorno, cosa che serve, il più delle volte, a rispondere a domande molto più banali della sicurezza.

Non vi diremo mai che l'Egitto è senza rischi, nessuna destinazione lo è. Vi diciamo che i rischi qui sono noti, localizzati e facili da aggirare, e che aggirarli è precisamente il nostro lavoro da vent'anni.

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